Cara maestra, ti devo dire che…(ricordi dinfanzia)

cara maestra Elinoe11

Cara maestra, non potendo più dirtele personalmente ti scrivo 2 parole, con la speranza che ti arrivino.

Questa notte ho fatto un sogno terribile, che mi ha risvegliato la mia infanzia e quel periodo che ho vissuto con te. Non so perché, ma mi sono svegliata piangendo e ancora oggi il tuo pensiero mi tormenta.

Sono passati almeno 25 anni, ma il tuo ricordo mi è apparso così chiaro, come se fosse capitato ieri. Ricordo perfettamente il tuo viso, il tuo sguardo, i tuoi modi e quel “trattamento diverso” che mi hai riservato per i 5 anni delle scuole elementari.

Sinceramente non so per quale motivo tu avessi nei mie confronti questo  problema, ma io l’ho percepito molto bene. Sono stati anni difficili per me e invece di essere supportata, in quell’ ambiente che avrebbe dovuto aiutarmi,  mi sono trovata a dover affrontare un grandissimo disagio.

I traumi dell’infanzia generalmente o si superano o si ricordano fino a quando non sono risolti.

Purtroppo, ora non posso approfondire con te questo discorso, ma posso solo cercare di comprenderne i motivi.

cara maestra Elinoe11

Cara Maestra, perché per te ero sempre quella meno intelligente?

Perché non sei riuscita a vedere in me le capacità che oggi mi rendono la persona che sono?

Perché hai sempre fatto di tutto per sminuirmi, svalutarmi e mettermi in disparte?

Perché non sei stata in grado di comprendere le motivazioni del mio “essere diversa”?

Perché invece di incoraggiarmi, mi umiliavi davanti a tutta la classe?

Perché ero sempre quella che riceveva voti assurdi tipo “non classificabile” in 1° elementare?

Perché venivamo sempre divisi in gruppetti e io capitavo in quello dei bambini più disprezzati?

Cara maestra, a mio avviso tutto questo è assurdo e alquanto dannoso per la crescita di un bambino.

Generalmente gli insegnati, si chiamano tali, perché devono essere in grado di insegnare. E parlo non solo delle varie discipline, ma anche a vivere serenamente all’intero di una comunità.

Dovrebbero insegnare l’uguaglianza, la condivisione, la socializzazione, il tutto senza giudizio. Tu invece, cara maestra, hai sempre avuto una cattiveria che al solo pensiero mi rabbrividisce.

Ovviamente questo atteggiamento era rivolto solo a me e a pochi altri bambini malcapitati. Quindi i bimbi modello, i cui genitori a te piacevano tanto, e con i quali avevi una simpatia particolare,  erano sicuramente i più fortunati e i primi della classe.

E compensavano con il loro amore, quell’astio che invece si tramandava tra noi, di anno in anno.

cara maestra Elinoe11

Superato quel periodo, cara maestra voi sapere come sono andate le cose?

Sono sbocciata. E finalmente ho incontrato professori che hanno tirato fuori il meglio di me.

Che sono stati in grado di capire le mie potenzialità, da te sempre sminuite.

Ho maturato le mie capacità ottenendo ottimi risultati sia alle medie che alle superiori. E non è vero che la scuola non c’entra niente con il lavoro. La mia attività lavorativa procede a gonfie vele e ricevo giornalmente tante soddisfazioni. Frutto del mio impegno e della mia costanza.

Nella vita, cara maestra, ho capito che gli ostacoli sono inevitabili. Grazie a te pero’ ho imparato a superarli e a credere più a me stessa che al giudizio degli altri.

Sono fiera di essere capitata sotto le tue grinfie e di aver imparato così,  a farmi forza e a cavarmela da sola. Oggi, so che per i miei figli tutto questo non sarebbe possibile. Perché la scuola ha una maggior tutela e soprattutto gli insegnanti non potrebbero mai fare quello che in passato era all’oscuro  da tutti.

cara maestra Elinoe11

 

 

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