Spannolinamento NO stress: come fare in 3 tappe.

Spannolinamento no stress, le 3 fasi per una perfetta “missione compiuta”.

Ho voluto aspettare qualche mese prima di scrivere il post, per essere sicura non si verificassero delle regressioni.

Che dire, la missione “spannolinamento no stress” è stata raggiunta poco dopo il compimento dei 2 anni. Con questo non voglio assolutamente vantarmi, ne tantomeno considerarlo un traguardo da Record. Diciamo che ci sono anche bimbi che ci impiegano meno, ma data l’esperienza con Elia e Noemi (entrambi avevano quasi 3 anni) con Eva mi sono un po’ meravigliata.

Come si dice, da cosa nasce cosa, anche lo spannolinamento di Eva è avvenuto in modo del tutto naturale.

Eva frequenta il Nido d’infanzia dall’età di 10 mesi e questo ha fatto si che, su parecchi aspetti, come anche l’apprendimento, lei fosse più precoce dei suoi fratelli. Il fatto di essere la terzogenita, e di trascorrere del tempo a contatto con i coetanei e le maestre, l’ha resa più matura. Oltre ad avere già una bella parlantina, Eva compie frasi di senso compiuto e risponde a tono a qualsiasi domanda.

Quando è stata ora di togliere il pannolino, lei stessa da un giorno all’altro ha incominciato a toglierlo e a dire “Pipi'”!

Come si fa a capire quand’è l’ora?

Lo si capisce e basta. Eva era pronta. Faceva caldo, era l’inizio dell’estate e quel pannolino le dava proprio fastidio. I primi tempi girava sempre nuda per casa. Le ho preso il vasino di Noemi a forma di coniglietto e lei si divertiva a portarlo in giro appoggiandolo in ogni angolo della casa, come fosse un oggetto d’arredamento. ( In alternativa al vasino Qui, trovate la prima toilette vasino per bambini).

Ogni tanto, quando eravamo fuori casa e lei era presa dal fare mille cose, si dimenticava e lo stimolo passava in secondo piano. Così è capitato qualche volte che la facesse addosso ( sia la pipì che la pupù). Ma nessun problema. Mamma aveva sempre il cambio dietro, mutandine e pantaloncini di scorta nella borsa. E tanta pazienza per pulire dove capitava l’inconveniente.

Cosa importantissima: “Eva non è stata mai rimproverata per non essere arrivata in tempo.

Anzi, è stata sempre premiata e gratificata tutte le volte che riusciva a farla nel vasino.

Una volta imparato ad utilizzare il vasino, siamo passati al riduttore WC. In commercio si trovano di tutti i prezzi e di tante marche e sono molto utili per evitare che il bambino scivoli dentro il water e si spaventi. La nostra mini ciambella è semplicissima, ma morbida e confortevole, l’unica pecca è che mancano le maniglie laterali, dove il bambino può appoggiare le mani.

Navigando sul web poi ho trovato questo riduttore WC (immagine sotto) con scaletta incorporata e dev’essere ancora più comoda, per permettere al bambino di salire e scendere in completa autonomia. Mi sa che sarà uno dei nostri prossimi acquisti, così da permetterle di fare tutto da sola.

Passato il primo step del vasino, e il secondo del riduttore WC, il terzo della nanna è stato altrettanto soddisfacente.

La vera soddisfazione in realtà la si leggeva dai suoi occhi. Ogni volta che riusciva nel suo intento, per lei l’essere diventata autonoma era sinonimo del raggiungimento di un grande traguardo . E questo obiettivo raggiunto ha entusiasmato anche tutti noi.

La prima notte passata senza pannolino, ricordo ancora che fu una grande festa. Dopo alcune notti precedenti, in cui il pannolino era sempre asciutto, mi sono decisa a toglierlo. Anzi, ricordo che è stata proprio Eva a dirmi di non volerlo più mettere, perché ormai era diventata grande.

Le ho dato ragione, pensando che al massimo le avrei cambiato le lenzuola del lettino. Invece, la mattina seguente, appena sveglia si è alzata per andare in bagno. Così, da quel giorno, tutte le mattine successive.

E’ passato 1 mese da quella notte, che ha bagnato il lettino. Con solo qualche altro sporadico episodio.

E tu, piccola grande Eva, ancora una volta mi hai reso la mamma orgogliosa che so di essere. Quella mamma che sbaglia, che a volte non comprende i tuoi bisogni, che non sempre capisce i propri errori, ma che ce la mette tutta per fare del suo meglio, consapevole del fatto che i tuoi 2 anni sono un’età meravigliosa e che non torneranno più.

Lo spannolinamento di Eva non dev’essere quindi un parametro di paragone o confronto. Ogni bimbo ha i suoi tempi e ogni mamma ha la sua tecnica, che non va assolutamente forzata o modificata. Sappiate solo, che in qualunque modo affronterete questo importante “step” sarà un grande successo per voi e per i vostri piccoli.

E preparatevi a sentirete spesso la parola “Mamma Pipì” e soprattutto capiterà sempre nei momenti meno opportuni.

Buono spannolinamento no stress!

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